Era
quasi una sofferenza quotidiana sentire tanti compagni del Ginnasio di Sorrento
parlare delle loro partite di campionato allievi al Campo Italia. Eppure dalle
partitelle di calcio nell’ora di ginnastica si capiva benissimo che non erano
degli extraterrestri e che noi – i ragazzi di 14 e 15 anni di Massa – non
avevamo molto da imparare, almeno sul piano della tecnica individuale. Il campo
sportivo di Schiazzano era ancora nel libro delle eterne promesse elettorali, ma
i ridottissimi spazi del sagrato della Cattedrale e dello “Stadio Villarca”
– teatri di epiche sfide fino al tramonto - avevano necessariamente affinato
le capacità di palleggio di ciascuno. Fare tutto decentemente in mezzo metro
quadrato era, in pratica, la base minima di sopravvivenza calcistica a Massa.
Incominciai
a pensare che anche noi di Massa potevamo dire la nostra nel calcio giovanile.
Proprio di fronte alla scuola di Sorrento c’era Via Reginaldo Giuliani, dove
aveva sede il locale Comitato della FIGC. Cercai di vestirmi da “grande”
(non avevo neanche quindici anni), con un improbabile Borsalino in testa, e
andai a chiedere informazioni. Mi diedero i moduli per la costituzione della
Società calcistica e per l’iscrizione al campionato Allievi. Ne parlai con
altri ragazzi a Massa e decidemmo, con entusiasmo ed incoscienza, che si poteva
andare avanti. Trovai il nome della squadra, Società Calcio Primavera, e,
insieme agli altri, i pochi soldi – che a noi sembravano tanti - per il timbro
sociale e l’iscrizione della squadra al campionato Allievi.
Per la prima partita anche i “grandi“ della Juve
Massa – che si era costituta pochi mesi prima – si accorsero di noi
ragazzini. Quel giorno al Campo Italia fu una festa: il Presidente Riccardo
Gargiulo ci fece trovare le divise di gioco (maglie gialle con bordo rosso) e le
scarpe di calcio nuove che sostituirono quelle comprate da ognuno di noi, usate,
al mercato di “Pugliano”; il Dottor Giuseppe Ruocco ci fece da medico
sociale; “Gigino” Zarrella da massaggiatore; l'Avv.
Cataldo Persico e Severino Persico affiancarono il nostro dirigente sportivo
Giuseppe D'Esposito.
Gli
spalti del Campo Italia – che parecchi di noi vedevano, come giocatori, per la
prima volta - pieni di amici e parenti orgogliosi. Per quella prima partita –
che, se non ricordo male, finì con un incoraggiante vittoria per 1 - 0 – vollero darmi
la fascia di capitano: fu un emozione grandissima.
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Nei giorni scorsi ho trovato tra le carte il mio cartellino e una vecchia foto che ritrae la formazione schierata in una successiva partita con il S. Agnello. (Sant'Agnello - Primavera 3-1, disputata a Sorrento, aprile 1963). Come in ogni articolo sportivo che si rispetti, vorrei provare a fare (dopo “appena” 37 anni) una scheda tecnica dei giovanissimi giocatori di quella foto. in piedi: Minieri, Gargiulo, Martone, Romano, Esposito, De Gregorio accosciati: D'Antuono, Insigne, Sessa, Massa, Aprea |
Portiere
Giuseppe (Peppino ‘e Rusalia) Esposito: era uno dei pochi di noi che
saltando arrivava a toccare la traversa. Incosciente, ma tanto coraggioso nelle
uscite. Voto 10.
Difensore
Antonino (Cefariello) Minieri: un mastino poderoso. Dalla sua parte non
si passava. Voto 10.
Difensore Giuseppe (’o Priore) De Gregorio: elegante come Maldini (padre, ovviamente) aveva un gran senso della posizione. Voto 10.
Difensore
Giuseppe (Ciccignulella) Gargiulo: ordinato e concreto, assicurava un
efficace filtro a centrocampo . Voto 10.
Difensore
Franco (‘o figlio d’’o Segretario) Martone : aveva troppi ruolo in
campo e fuori per farli bene tutti. Però ci provava con entusiasmo. Voto (fate
voi, se ricordate).
Difensore
Raffaele (Tappariello) Romano: l’unico capace di far volare il pallone
(che allora pesava il doppio di oggi) per 30 metri. Indispensabile per i calci
da fermo.Voto10.
Centrocampista Carmine D’Antuono: moto perpetuo e veloce. Generosissimo. Anima della squadra. Voto 10.
Mezza
punta Mario Sessa: avevamo il dubbio che fosse troppo gracile e timido per
essere schierato. Dopo dieci minuti dagli spalti Raffaele Ruocco – che di
calcio ne capiva - cominciò a chiamarlo (Pelè). Voto10 .
Attaccante
Rosario Massa . Una piccola roccia. Tostissimo e determinato veniva fuori nei
momenti difficili.Voto 10.
Attaccante
Pasquale Aprea. Non era certo – per la stazza - un ariete, ma certamente
veloce e scattante. Bravo nel dialogare con i compagni. Voto 10.
Attaccante Vittorio (Tiberio) Insigne. Il pallone era quasi più grande di lui, ma lui gli faceva fare qualunque cosa. I difensori avversari hanno ancora la notte gli incubi delle sue serpentine. Voto 10.
Altri
“grandissimi” giocatori che presero parte all’avvio di quella splendida
avventura – e chiedo perdono per le sicure dimenticanze - furono anche:
Portiere
Giuseppe (Pino) Mosca .Un paratutto, fortissimo tra i pali nelle palle a
terra.Voto 10.
Portiere
Michele (Tarzan) Cocurullo. Mezzi fisici già allora eccezionali, capace
di volare da un palo all’altro.Voto 10.
Difensore Enrico (Enricuccio) Ercolano. Roccioso, era un rischio per gli avversari scontrarsi con lui. Voto 10.
Difensore Saverio (‘o sacristano) D’Esposito. Un treno. Che però qualche volta sbagliava binario. Voto10.
Centrocampista
Domenico (Mimì) Veniero. Lo trovavi, velocissimo e puntuale, in tutte le
parti del campo. Voto 10.
Attaccante
Luigi Balduccelli. Una forza della natura. Il suo regno era l’area di rigore.
Voto 10.
Attaccante Michele Cirillo. La sua chioma bionda era il terrore delle difese. La sua chioma grigia è oggi il terrore dei ragazzi del Liceo Classico di Torre del Greco (è il Preside).Voto 10.
Franco Martone